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JIM MORRISON

 jim...

Tempo fa sono andata a vedere la mostra fotografica su Jim Morrison, allestita  con gli scatti orginali di Jack Lisciandro, amico e reporter personale dei Doors, alla Galleria Arte Utopia di Milano ...
Il gallerista mi ha raccontato quello che lo stesso Jack aveva detto su Jim all' inaugurazione. Il poeta maledetto del rock era un istrione sul palco ma un professionista puntuale all' inverosimile in sala di registrazione, unico loco in cui fosse sempre sobrio, almeno fino ad un certo punto...
Era un sognatore che scriveva poesie, leggeva, filosofeggiava e che di punto in bianco tirava fuori la sua telecamera e riprendeva. Nessuno sa che fine abbiano fatto i suoi nastri. Certo è che sceglieva angolazioni inusuali. Si buttava sul pavimento all' aereoporto,ad esempio. Mentre i suoi amici chiaccheravano con le rispettive fidanzate, lui continuava a riprendere il mondo dal basso verso l' alto, in ginocchio.
Jim è morto di alcool. Si faceva di acidi ma non era un tossicodipendente, così ha detto  Lisciandro E' morto di alcool e  di disperazione nel non riuscire a viversi davvero, nella vita che si sentiva dentro, non quella che gli avevano letto erroneamente rappresentare sul palco. Forse avrebbe fatto il regista, dice Lisciandro, che lo aveva proprio conosciuto alla scuola di cinema...
Jim è morto ma rivive in me ogni volta che leggo le sue poesie o che mi faccio sedurre dalla sua voce e dalle sue movenze se ne guardo i vecchi live. Oggi sarebbe stato il suo compleanno così come quello dello stesso Blake da una cui frase aveva tratto ispirazione nella scelta del nome della band: "the doors of perception" ....Auguri Jim! Chissà che tu ora non sia riuscito a spalancarle per davvero quelle porte..

Pubblicato il 8/12/2007 alle 22.38 nella rubrica RITORNO AL PASSATO.

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